Proprietario di quinta generazione di questo atelier familiare centenario. È entrato nel 2012, ha avviato la vendita diretta online nel 2013 ed è diventato rappresentante nel 2017.
Prendere il testimone
L'atelier è arrivato a me come quinta generazione. Quando sono entrato nel 2012 non ho assunto subito la guida: ho ruotato prima in ogni processo, dal cotone grezzo alla cardatura fine, dalla cucitura alla spedizione e all'assistenza. Solo dopo aver attraversato ogni tratto potevo definirmi una persona dell'atelier. Un atelier familiare non nasce stampando un cognome su un biglietto: significa rendere ogni shikibuton degno di quel nome.
L'anno della vendita diretta online
Nel 2013 abbiamo lanciato la vendita diretta online. Non fu solo un cambio di canale, ma una scelta: non lasciare più che un grossista stesse tra atelier e cliente. Da allora la voce dei clienti non è più filtrata e la storia dell'atelier può essere raccontata direttamente a chi acquista il futon.
Che cosa significa atelier
Per noi il laboratorio è il luogo in cui ogni persona si assume la responsabilità del proprio lavoro. Le postazioni portano i nomi di chi le usa: Inose, Shida, Shimizu. Quando uno shikibuton lascia il laboratorio, chi lo ha realizzato ricorda il lavoro dedicato a quel pezzo. Questo legame personale conta per noi.
Guardare all'estero
Il 2023 ha segnato i 150 anni della storia di famiglia. Le due linee, HIMARI 日葵 e SORA 宙, sono disponibili per i clienti internazionali. Le case in Asia e nel mondo sono diverse da quelle giapponesi per spazi, clima e ritmi di vita, ma il desiderio di dormire bene è condiviso. Vogliamo portare questa esperienza artigiana nelle case di tutto il mondo, con prodotti realizzati in Giappone e composizioni descritte nelle rispettive schede.
Il prossimo decennio
Ora sono sui quarant'anni; nel ritmo di successione dell'atelier ho ancora circa vent'anni come rappresentante. In questo tempo vorrei che lo staff fosse orgoglioso dell'atelier, che i clienti inserissero il nostro shikibuton nella vita quotidiana e che il prossimo rappresentante non debba temere per la sopravvivenza dell'azienda familiare.
